La corposità del caffè: cos’è, come si riconosce, come si differenzia nelle tipologie Arabica e Robusta

Pubblicato il 17-ott-2018 11.42.30

Il caffè non si beve, si gusta! Un affascinante viaggio attraverso la corposità della bevanda

 

Il termine esperienza oggi è molto cool, perché rimanda a un insieme di percezioni a 360 gradi, che coinvolgono tutti i nostri sensi. Lo si usa per il drink&food, per la cura della persona e, ovviamente, per i viaggi. In realtà, come cercheremo di dimostrarvi, anche degustare un caffè può – anzi, meglio, dovrebbe – essere un’esperienza multiemozionale.


A essere chiamato in causa, quando solleviamo una tazzina di espresso, è prima di tutto
l’olfatto, seguito immediatamente dal gusto. E fino a qui potrebbe sembrare semplice. Volete invece provare a raddoppiare le sensazioni che accompagnano il vostro risveglio al mattino o la vostra pausa caffè sul lavoro? Allora seguiteci in questo viaggio attraverso gusto, vista, olfatto e tatto, alla scoperta della corposità, una delle caratteristiche essenziali ma ancora poco conosciute della bevanda più amata dagli italiani (leggi anche l'articolo "Le origini e i falsi miti sul caffè: la vera storia della bevanda più amata dagli italiani"). 

 

La corposità, ovvero alla scoperta della dimensione più fisica della bevanda

Bere un buon caffè è un rito piacevole che scandisce le giornate di tanti di noi. Con un po’ di consapevolezza, possiamo amplificare il regalo che facciamo ai nostri sensi. È arrivata l’ora di trasformare un’azione quotidiana e magari un po’ scontata in un caleidoscopio di gusto.

Un espresso non va solamente osservato, annusato e assaggiato, ma anche “sentito”.

Ogni tazzina si distingue dall’altra per cinque elementi: aromaticità, intensità, dolcezza, rotondità e corposità. Quest’ultima attiene al tatto, ovviamente non perché il caffè debba essere toccato con le mani. A sfiorarlo, ad accarezzarlo e a palparlo in tutta la sua più nuda essenza sono invece le mucose del cavo orale, che forniscono al cervello stimoli interessanti.  

Per corposità s’intende infatti la dimensione più fisica della bevanda, la sua struttura, che percepiamo in bocca durante e dopo assunzione del caffè.

Chiudete gli occhi: quando sorseggiate il vostro espresso e lo sentite scendere in gola, attivate le pupille gustative. Il link con il cervello è immediato e consente di percepire l’equilibrio tra i sapori e la giusta armonia di amaro e dolce. L’interazione si avverte anche sui bordi della lingua, più sensibili a un tocco di freschezza, indice del livello di acidità. Normalmente i caffè con alta percentuale di arabica lavata evidenziano questa nota. Conoscere aiuta quindi a orientare la propria scelta anche in termini di preferenza tra le tipologie.


L’astringenza, ambasciatrice di un sapore acerbo

La corposità del caffè è soprattutto determinata dalla presenza di emulsioni oleose. Queste, insieme agli zuccheri, determinano la morbidezza che si sente a contatto con il palato. È anche conosciuta come consistenza, proprio perché indica la struttura del liquido e la concentrazione delle sostanze in esso disciolte. Quindi, la corposità riguarda la densità, il contenuto in grassi e la quantità di materia solida sospesa nell’infuso (detta anche viscosità).
In un caffè di scarsa qualità o in espresso sovra-estratto si percepisce sulla lingua un sapore acerbo detto astringenza, dal latino astringere (stringere, legare insieme). È la stessa sensazione tattile che abbiamo in bocca quando assaggiamo un frutto non ancora maturo. La cavità orale è aggredita e si raggrinzisce, restituendo la sensazione di un certo attrito tra lingua e palato. L’astringenza è determinata dalla presenza di composti di origine vegetale (tannini) che attivano la mucina, una proteina contenuta nella saliva, causando una netta diminuzione della capacità di lubrificazione e la conseguente contrazione degli strati superficiali della mucosa.

Un’evidente astringenza nel caffè è sempre un attributo indesiderato, caratteristico dei caffè ottenuti da chicchi non maturi, di poco pregio o non selezionati, oppure non lavorati o tostati adeguatamente.

Attenzione però: le lievi note astringenti non si devono confondere con amarezza e acidità!

 

Sensazioni multisensioriali: prima l’aroma, dopo il sapore

In un buon caffè la corposità si sente oltre il sorseggio: durante l’espirazione si percepiscono gli aromi veri e propri della bevanda. La ricchezza, la finezza e la persistenza sono considerate anche dopo la deglutizione, facendo così riferimento all’after-taste, ossia il sapore che rimane a seguito dell’assaggio vero e proprio.

I cupper, professionisti della degustazione del caffè, classificano il corpo del caffè con tre aggettivi: leggero o fine, medio e pieno. Questi ultimi sono, com’è intuibile, quelli più rotondi, ovvero forti e piacevoli al palato. La sensazione che si prova in bocca è quella di un liquido cremoso che, grazie a olii e zuccheri, colma gli spazi. Insomma, una densità paragonabile a quella di uno sciroppo. Le corposità medie e leggere sono  sinonimi di caffè che, per gli amanti dell’espresso, possono sembrare più diluiti.

 

 

Arabica e Robusta: come varia la corposità nelle tipologie più diffuse

La corposità varia, per esempio, nelle varie tipologie di caffè. L’Arabica contiene più olii, più zuccheri e meno caffeina, risultando così meno strutturato al palato. Al contrario, il caffè di origine Robusta si presenta al palato più corposo, meno delicato e più astringente.
Talvolta si ricorre alle miscele, per rendere più pieno l’insieme delle due tipologie. In questo caso, al fine di donare una maggiore corposità, si mescolano la macinatura dell’Arabica con un’ottima Robusta lavata, evitando in tal modo di deturpare la base aromatica della prima.

Ora che avete imparato tutti i segreti sulla corposità del caffè, non vi resta che metterli in pratica, rendendo sempre più unica l’esperienza delle vostre pause di relax. La consapevolezza vi aiuterà a scegliere anche la tipologia di vostro maggior gradimento. Raccontateci quale preferite!

 

Sei pronto a conoscere tutte le nostre tipologie di caffè?

 

VISITA IL NOSTRO SHOP 

Argomenti: Storia del caffè

Hai commenti o suggerimenti? Scrivici!